Mare di settembre

Domenica vado al mare
ma è inverno,
fa freddo.

Non importa
ci vado lo stesso
al mare, a
raccoglier conchiglie
sulla sabbia scura
a scriver scemenze.

Che bello il mare,
non c’e’ gente
– per forza, è inverno!
Non si cono bambini
e genitori cretini.

Dio come è bello
il mare
con quel vento, gelido
che ti pela le orecchie
ti si infila dovunque
quella sabbia scura
su cui scrivi
frasi cretine.

 

DerKasimir (C) 2015

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DI Vizi Virtù

DI Vizi Virtù

E io ti vidi
come fossi virtù,
io seduto qui
e tu,
dirimpettaia dal decoltè
che di tardo pomeriggio
avrei voluto vicino per il the.

Ero seduto, ma
viaggiavo serenamente
tra i tuoi capelli e
di vizi mi riempivo
già la testa leggera.

Rollavo giu e su
assaporando il dolce
della tua splendida presenza.

E io che volavo
sempre più su,
sopra Parigi, Roma
Berlino e Pamplona!

Inspiro sempre più
a fondo, il tuo vizio
e immagino, la tua virtù.

Poi d’improvviso,
di nuovo un sentore
il mio corpo in vibrazione!

Le farfalle nello stomaco.
Il suono delle campane.
Le gambe che tremano.
Il cuore che batte.
La testa che gira.
Il viso che avvampa.
La voce che indugia.

TUTTE BALLE. 
Questo è
l’effetto delle canne!

Der Kasimir – 2013

11 settembre e non so dove sono

11 settembre e non so dove sono

Eran mille e ancor piu’ di mille
quando presero fuoco
rossi d’incanto, ma sopratutto
incandescenti quando
un par di bei personaggi
decisero la data di oggi,
come una favola d’amore
e di sfavillanti promesse,
sarebbe rimasta impressa
nei loro cuori, teste
chiappe e coglioni.

Mille non piu’ mille
perirono sotto le loro
ali bianche, fuse
tra vetro e gasolio.

Forse dovremmo ricordare
tutti i morti di questo giorno,
non solo le torri che sono crollate
simbolo di odio e incoerenza umana,
fragili fiammiferi accesi
da futili pensieri.

foto di Mirko Dalle Mulle.

Speravo esperienze erettili

Speravo esperienze erettili

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…ed invece, erano solo fragili pensieri disattesi.
Figli di Minosse, Cnosso e altri re inutili
che dominarono il tempo
giuso quel momento, per prendere il the.
Similitudini di ampie vedute
scorgo seduto
in anfiteatri greci,il sol levante,
la prima luna
torri eretti a baluardi,
fallaci simboli fallici
a dimostrazione dell’incapacità
dell’uomo di dominare se stesso
e lo stress
dell’istinto materno.
Minareti, minoiche costruzioni,
antichi voli di babilonia, assurdi
assorti prepuzi rivolti verso lo spazio
siderale, il vuoto, delle teste di cazzo
che spargono sangue, come zucchero
sopra la terra, in segno eterno
dello stesso
istinto materno.

SOLITARIO

SOLITARIO

Sai come quando
fuori c’e’ il temporale
e il tuono romba lontano
e i lampi rischiarano
la notte ormai invisibile
dalle nere nuvole distanti.

Saprai allora come quando
il cuore batte forte
come quei tuoni, e quei
lampi improvvisi
che squarciano il petto
e l’anima d’improvviso
esplode in un fragore.

Di lacrime e sangue
la mia danza
s’infiamma ricordando
il calore intenso
delle tue rosse labbra –
morbide sul mio petto.

Ballo solitario in questa
stanza rischiarata da
lumi di candela e
stelle cadenti, mentre
la musica continua a suonare
e il ricordo si fa greve,
il profumo ricordo
sempre più intenso mi
martella dentro
il desiderio
che ho di te.

 

Non avrebbe dimenticato mai…

Non avrebbe dimenticato mai…

Sandy abbracciò e strinse forte in grembo le sue gambe, poi vi appoggiò sopra il mento. Dall’alto della sua terrazza poteva osservare i tetti delle case li intorno. Ma lo sguardo era fisso nel vuoto, quasi come se tutto il mondo circostante non esistesse. Con la mente tornava a quel giorno triste in cui lui le disse che la loro storia era finita. Provò una stretta al cuore, e gli occhi le si inumidirono. Erano trascorsi solo pochi giorni ma le sembrava fosse passato un secolo dall’ultima volta che lo aveva visto. L’ aveva stretta forte fra le sue braccia, poi calde lacrime le avevano inumidito le guance, anche se non era riuscita a capire se erano le sue o quelle di lui. “Devi dimenticarmi” le aveva detto. Ma come poteva?
Come poteva rinnegare i dolci momenti che avevano passato insieme?
Forse un giorno i ricordi si sarebbero diluiti come una goccia d’acqua nel mare. Ma adesso? Adesso non ci riusciva. Soffriva ma l’unica cosa che le permetteva di continuare a vivere erano i ricordi: i ricordi di amore e passione che avevano condiviso.
Ricordava bene il giorno in cui lo aveva conosciuto. Gli occhi negli occhi, quasi come se si conoscessero da sempre. Mani che si sfiorano casualmente, e che lasciano una scia calda sulla pelle. La prima volta che lui l’aveva baciata, dietro a un portone, quasi con timore: lo sguardo abbassato, la mano nella mano, il viso che si avvicina, poi si allontana per avvicinarsi di nuovo. Le labbra che si sfiorano timidamente e poi sempre più appassionatamente. Le labbra calde e morbide incollate l’una all’altra, le lingue intrecciate, che si muovono al ritmo di una musica silenziosa. Il cuore che accelera i battiti, la mente che si smarrisce, un attimo di vertigine, e poi volare con la mente fra le nuvole, mentre un languore ti prende lo stomaco e vorresti che quel momento non finisse mai.

La prima volta che avevano fatto l’amore. La Prima volta in assoluto. Le aveva donato tutta se stessa, e lui aveva fatto lo stesso con lei.
Avevano atteso con trepidazione quel momento. Casa sua quel giorno era libera. Lo aveva accolto sulla porta con il cuore che batteva forte. Mano nella mano si erano recati nella sua cameretta, poi seduti sulla sponda del letto si erano abbracciati e baciati a lungo. Si erano stesi, poi lui se aveva sbottonato la camicetta, e gliela aveva sfilata, sfiorando lentamente la pelle che man mano scopriva. Sandy chiuse gli occhi, lasciandosi andare e assaporando ogni singola sensazione.

Lo aiutò a svestirsi, con le mani tremanti, poi accarezzò la sua pelle calda, posandovi dolci baci. Lui le prese delicatamente fra le labbra un capezzolo e lo succhiò dolcemente, facendole strappare un sospiro. Con le mani gli accarezzò i capelli, incitandolo a continuare quella dolce tortura.

Sussultò di piacere, quando una mano raggiunse il suo tesoro posto fra le gambe, e lo accarezzò dolcemente. Con curiosità mista a pudore, fece la stessa cosa con lui, che rispose a quelle tormentose carezze con strozzati mugolii di piacere. Si sdraiò sopra di lei, poi sfregò con la punta del membro la sua apertura. Era calda e bagnata, e pronta per lui. Si  guardarono a lungo negli occhi, che esprimevano una passione a stento trattenuta, ma anche tanto timore.

Si fece strada dentro di lei, movendosi lentamente per non farle male. Lei si irrigidì un solo istante quando lui le ruppe la verginità, poi cominciò a muoversi, assecondando i suoi movimenti. Lo strinse forte a se, mentre la passione crescente la faceva ansimare. Lui la riempì di baci, sulla bocca,sul viso, sul collo, sulle orecchie, mentre la faceva sua. Fu molto intenso quanto breve. In pochi istanti lui raggiunse l’orgasmo. Rimasero abbracciati a lungo, mentre lui si scusava per non essere riuscito a farla godere. Ma poi la passione appena accesa li colse di nuovo. La penetrò nuovamente, e questa volta anche lei raggiunse il massimo piacere.

Momenti, istanti, ricordi. attimi di passione rubati, un dolce TI AMO sussurrato al termine di un incontro appassionato. La promessa di amarsi per sempre poi, un brutto giorno, la triste notizia.

La partenza, il doloroso addio.

E poi le ore passate a rivivere quei momenti di passione che
Sandy sapeva che non avrebbe dimenticato mai.